ACQUISTO SCULTURE E STATUE ANTICHE
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Le sculture sono tra gli oggetti più difficili da valutare. E tra i più sottovalutati.
A differenza dei dipinti, per le sculture antiche non esistono cataloghi di quotazioni con prezzi di riferimento. Gli autori sono spesso anonimi, gli studi monografici rari, e le variabili da considerare sono molte: materiale, dimensioni, peso, stato della superficie, restauri precedenti.
Questo significa che molte sculture di valore reale finiscono dimenticate in cantine e giardini, o cedute a chi non ha gli strumenti per riconoscerle.
Acquistiamo sculture da privati a Firenze e in tutta la Toscana. La valutazione è gratuita. E se il pezzo non è di nostro interesse, te lo diciamo subito.
COSA ACQUISTIAMO
Tipologie di sculture che ci interessano
- Sculture in marmo, pietra e alabastro
- Sculture e fusioni in bronzo
- Sculture in legno policromo e dorato
- Sculture in terracotta e cera
- Busti, teste e ritratti d’epoca
- Sculture sacre: crocifissi, madonne, santi, angeli
- Statuette, piccoli bronzi, figure da collezione
- Sculture da giardino: fontane, statue, vasi in pietra
- Bassorilievi e altorilievi
Non acquistiamo riproduzioni seriali moderne, calchi industriali o sculture in resina.
GUIDA ALLA VALUTAZIONE
Come si valuta una scultura
Valutare una scultura è più complesso che valutare un quadro. Le variabili sono di più, i riferimenti di mercato sono meno codificati, e l’esperienza diretta conta più di qualunque database. Ma ci sono elementi concreti che aiutano a orientarsi.
Il materiale
Il marmo è il materiale più pregiato: bianco di Carrara, grigio bardiglio, marmo verde, ognuno con le sue quotazioni. Ma il ventaglio è enorme: esistono sculture in bronzo, bronzo dorato, legno policromo, terracotta, alabastro, avorio, pietra, gesso, cera.
Le sculture in gesso hanno di norma un valore inferiore, perché venivano usate per i calchi e le bozze preparatorie, non come opere definitive. Le terracotte si dividono in due categorie molto diverse: quelle seriali, realizzate da un calco, e quelle plasmate a mano dallo scultore, esemplari unici e spesso di grande valore.
Per i bronzi conta il numero di esemplari: più copie esistono dalla stessa fusione, minore è il valore del singolo pezzo. Una fusione unica o a tiratura limitata vale molto di più di una produzione seriale.
L’autore, quando c’è
A differenza dei dipinti, le sculture antiche quasi mai portano una firma. Attribuire un’opera a uno scultore o a una scuola richiede ricerche e confronti che solo un esperto può condurre. E non sempre è possibile arrivare a un nome.
Quando l’autore è noto, il valore cambia radicalmente. Ma anche una scultura anonima può valere molto, se è del periodo giusto, del materiale giusto, della qualità giusta. Per le sculture antiche anonime, conta soprattutto l’epoca: un pezzo del Cinquecento o del Seicento è sempre più raro e più ricercato di uno dell’Ottocento.
Epoca e provenienza
Le sculture rinascimentali e barocche sono le più rare e le più appetibili sul mercato. Quelle medievali sono quasi assenti. Dal Settecento in poi si trovano più esemplari, ma la qualità resta discriminante: meglio una scultura del Novecento straordinaria che una mediocre del Quattrocento.
La provenienza aggiunge valore. Se la scultura è stata commissionata da una famiglia nobile, esposta in una mostra importante, o pubblicata in un catalogo, il suo prezzo cresce. Ma anche senza documenti, un pezzo di qualità si riconosce.
Lo stato di conservazione
Le sculture, per le loro dimensioni e il loro peso, si sono spesso conservate all’esterno. E gli agenti atmosferici fanno danni seri: la superficie perde le finiture originali dello scultore, i dettagli si consumano, le crepe si allargano. Una scultura in marmo rimasta per decenni in un giardino non avrà mai lo stesso valore di una conservata al chiuso.
Parti rifatte, pezzi incollati, dita mancanti, nasi ricostruiti: sono danni frequenti, vista la fragilità delle sculture. E incidono molto sulla stima.
Anche i restauri non sono tutti uguali. Quelli antichi, realizzati da scultori competenti, possono persino aggiungere interesse storico. Quelli moderni, maldestri, lo tolgono.
Le dimensioni
Una scultura bellissima ma impossibile da spostare o da collocare in un appartamento può avere problemi al momento della vendita. Le dimensioni contano, non tanto per il valore intrinseco dell’opera, quanto per la collocabilità. Fa eccezione la scultura da giardino, dove le grandi dimensioni non sono un limite ma un pregio.
Falsificazioni
In ogni epoca le sculture sono state oggetto di imitazioni. Dai restauri antichi eseguiti da scultori competenti come Bartolomeo Cavaceppi, fino a vere e proprie falsificazioni. Il caso più clamoroso fu quello di Alceo Dossena a inizio Novecento, le cui opere ingannarono musei e collezionisti.
Per i bronzi, il rischio è la replica non autorizzata: esemplari fusi dai calchi originali dopo la morte dell’artista, senza alcuna autorizzazione. Sembrano autentici, ma non lo sono. Distinguere un originale da una copia richiede l’esame diretto dell’opera e tanta esperienza.
UN CONSIGLIO SINCERO
Perché affidarsi a un esperto
Determinare il valore di una scultura richiede un esame diretto: la resa della superficie, il peso del materiale, i segni lasciati dagli strumenti dello scultore. Sono dettagli che una fotografia da sola non restituisce, ma che un primo invio di immagini ci permette già di valutare in modo preliminare.
Le guide e i cataloghi possono fornire un orientamento. Ma la differenza tra una terracotta seriale e un esemplare modellato a mano, tra un restauro antico e uno recente, tra una fusione originale e una replica postuma, si coglie con la pratica e il confronto diretto.